Paesaggio collinare di Colleretto Giacosa con edifici e vegetazione
Colleretto Giacosa · foto: Laurom · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Chi viene in trasferta al Bioindustry Park di Colleretto Giacosa e dorme a Scarmagno ha un tragitto breve: da Scarmagno servono circa 15 minuti in auto. Qui trovate il percorso indicato dal parco, le soluzioni senza auto e le cose da chiarire prima di mettervi in strada.

Dove si trova il parco

L'indirizzo è Via Ribes, 5, 10010 Colleretto Giacosa (TO). Il parco è vicino a Ivrea, in provincia di Torino, a breve distanza dal nodo autostradale che collega Torino, Milano (A4/A5) e i trafori alpini per Francia e Svizzera: Monte Bianco, Gran San Bernardo e Frejus. Per questo è raggiungibile comodamente anche da chi arriva da fuori regione.

Se volete inquadrare la zona prima di partire, c'è una pagina sul Bioindustry Park e i suoi dintorni con le informazioni di base.

Da Scarmagno in auto

Il parco indica un percorso preciso, che parte dall'autostrada Torino-Aosta: uscita al casello di Ivrea, poi la SS565 in direzione Castellamonte, seguendo le indicazioni «Bioindustry Park Canavese». Dal casello di Ivrea il parco dichiara 5 minuti.

Per chi parte da Scarmagno, il tempo complessivo è di circa 15 minuti in auto. Il casello A5 di Scarmagno è a pochi minuti dagli appartamenti di COBER IMMOBILIARE in Via Foghino, quindi l'imbocco dell'autostrada non richiede giri lunghi. Le indicazioni si seguono bene, ma la mattina, con il traffico dei pendolari verso Ivrea, conviene lasciare un po' di margine se avete un appuntamento a orario fisso.

Dove lasciare l'auto

Il parco segnala un parcheggio gratuito presso la foresteria (lo trovate descritto nella pagina degli spazi di comunità). Non risultano indicati il numero dei posti, gli orari di accesso e le eventuali regole per i visitatori esterni: sono dettagli da chiedere prima di arrivare, soprattutto se siete in gruppo o con più mezzi.

Se visitate una singola azienda o un laboratorio all'interno del parco, il referente che vi aspetta è la persona giusta per sapere dove posteggiare e da quale ingresso presentarvi.

Un consiglio pratico: inserite nel navigatore l'indirizzo completo, Via Ribes 5, Colleretto Giacosa, e chiedete a chi vi aspetta dove parcheggiare e a chi rivolgervi all'arrivo. Così evitate di girare nel parco cercando il punto giusto.

Senza auto: treno, autobus, aereo

Chi viaggia in treno scende alla stazione di Ivrea e prosegue in autobus. Le linee che passano dal parco sono la 6 (da via Saudino al Bioparco) e la 6sb (da via Saudino a Loranzè), con fermata di fronte al Bioindustry Park. Gli orari delle corse non sono riportati nei dati del parco: verificateli prima di organizzare la giornata, soprattutto per il rientro.

Chi arriva in aereo ha come scalo più vicino Torino-Caselle, a circa 30 minuti dal parco. Gli altri aeroporti principali sono Linate (150 km), Malpensa (125 km) e Genova (180 km). Per ragionare sugli spostamenti tra Torino e il Canavese c'è anche la guida su come muoversi a Torino e nel Canavese, mentre per l'arrivo in città vale come arrivare a Torino.

Prima di partire: contatti

Per accessi, accrediti, orari di apertura e qualsiasi dubbio sul giorno della visita, il riferimento è il parco stesso. Il telefono è +39 0125 561311, l'email info@bioindustrypark.it. Le indicazioni stradali complete sono nella pagina contatti del sito ufficiale, da controllare prima di partire nel caso ci siano aggiornamenti.

Se la trasferta dura più di un giorno, vale la pena fissare in anticipo anche il punto di partenza e l'orario di uscita da Scarmagno, in modo da arrivare con calma. Con circa 15 minuti di strada, il tragitto è breve, e l'unica vera variabile resta il traffico sulla SS565 nelle ore di punta.

Le palafitte, e una seconda targa UNESCO

C'è un secondo riconoscimento UNESCO in questo pezzo di Canavese, e quasi nessuno lo sa. Nelle torbiere e sulle rive dei laghi morenici, fra Viverone e Azeglio, sono stati ritrovati i resti di villaggi palafitticoli preistorici: pali di legno conficcati nel fondale, che l'acqua e il fango hanno conservato per millenni.

Quei siti fanno parte del bene seriale transnazionale «Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino», iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale e distribuito su sei Paesi. Non c'è molto da vedere sul posto, perché i resti stanno sott'acqua o sotto terra: quello che si vede è il paesaggio che li ha resi possibili, cioè un sistema di laghi poco profondi e sponde abitabili.

È il modo più efficace per capire quanto è antica la frequentazione di questo territorio: molto prima delle fabbriche, molto prima dei castelli, qui viveva già qualcuno, e viveva sull'acqua.

Camminare sulla morena

La Serra si percorre anche a piedi. Lungo il crinale e sui fianchi corrono strade minori e sentieri, con i boschi di castagno da una parte e i vigneti dall'altra. Non sono itinerari impegnativi: si tratta di dislivelli contenuti, adatti a una camminata di fine pomeriggio dopo il lavoro.

Il consiglio, se avete poco tempo, è scegliere un punto di affaccio sul versante interno: da lì l'anfiteatro morenico si legge come su una carta, con Ivrea in fondo e le Alpi che chiudono l'orizzonte.

Come vederlo in mezza giornata

Il modo più semplice è salire su un punto alto. Dalla terrazza del castello di Masino, che sta in cima a una collina morenica, l'anfiteatro si legge tutto: si vede la Serra da una parte, la pianura dall'altra e le Alpi in fondo.

In alternativa, il giro classico: lago di Viverone, la strada che corre lungo la Serra, e rientro passando da Ivrea.

Se avete un pomeriggio libero e una macchina: salite su una collina morenica al tramonto. Da lassù si capisce in dieci minuti come è fatto questo territorio.

Dormire a Scarmagno, lavorare a Colleretto Giacosa

Gli appartamenti di Scarmagno sono pensati per squadre e trasfertisti: indicateci date e numero di persone e vi proponiamo l'unità adatta alla vostra trasferta.