Il torrente Ceronda all'ingresso del parco con vegetazione circostante
Ingresso Parco La Mandria · foto: F Ceragioli · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Il Parco La Mandria è un'area cintata e il regolamento è chiaro: è vietato l'ingresso a cani e animali da compagnia, anche se tenuti al guinzaglio. Conviene saperlo prima di caricare l'auto. Qui trovate da quale ingresso partire, dove lasciare il mezzo e quali regole valgono nel parco, oltre a un'indicazione su dove andare se il cane viaggia con voi.

Il divieto per i cani, e perché esiste

La regola vale sempre, in tutta l'area cintata del parco. Secondo l'ente di gestione dei Parchi Reali, il divieto serve a preservare l'ambiente naturale e a limitare il disturbo della fauna selvatica (cervi, daini, conigli, lepri). Pesano anche il rischio di malattie infettive e parassitarie tra cani e animali selvatici, le tracce lasciate dai cani che allontanano i selvatici e il rischio di abbandono degli animali.

Non ci sono eccezioni per i cani tenuti in braccio o per i percorsi più brevi. Se il cane è con voi, La Mandria va esclusa dal programma di quel giorno.

Dove andare se viaggiate con il cane

Le regole cambiano nelle altre aree gestite dai Parchi Reali. In tutte le riserve e nel Parco di Stupinigi è consentito accedere con il cane, nel rispetto del regolamento regionale e usando sempre il guinzaglio. È la soluzione più semplice per una camminata autunnale con l'animale. Prima di partire controllate sul sito dei Parchi Reali quali aree sono aperte e quali norme valgono in ciascuna.

Gli ingressi e dove parcheggiare

Se visitate il parco senza il cane, la scelta dell'ingresso dipende da come arrivate. Questi sono quelli indicati dall'ente di gestione.

  • Ponte Verde (Viale Carlo Emanuele II, 256): piazzale sterrato esterno e gratuito. Si raggiunge a piedi in 20 minuti dalla Reggia di Venaria o in 15 minuti dal Castello della Mandria (circa 1.600 m).
  • Tre Cancelli (Via Scodeggio, Venaria Reale): parcheggio interno gratuito.
  • Brero (Via Scodeggio, 197/A, Venaria Reale): parcheggio interno gratuito.
  • Cascina Rampa (Via Scodeggio, Venaria Reale): parcheggio interno con circa 7 posti e sosta gratuita. In alternativa si può usare l'ingresso Tre Cancelli, a circa 500 m.
  • Cancello di Druento (Via Medici del Vascello, Ponte sul Ceronda): in prossimità ci sono 4 posti auto più 2 per disabili. Si consiglia il Casotto del Cervo, a Druento, a circa 550 m, con posteggio gratuito di grande capacità.
  • Cascina Oslera (SP1 Direttissima Lanzo Torinese, all'altezza dell'area industriale di Robassomero): parcheggio interno gratuito e incustodito nei giorni infrasettimanali, a 3 euro la domenica e i festivi. Il parcheggio esterno lungo l'area industriale è sempre gratuito.

Arrivare senza auto

In treno, la stazione di riferimento è Venaria Reale Reggia. In autobus, il GTT Venaria Express parte da Piazza Vittorio Veneto, in centro a Torino, e arriva alla Reggia di Venaria e all'ingresso Ponte Verde. Per la Reggia e le altre residenze della zona c'è anche la nostra guida a La Venaria Reale e le residenze sabaude, mentre per gli spostamenti in generale trovate Muoversi a Torino e nel Canavese.

Nel parco si può entrare con la propria bicicletta, oppure noleggiarne una presso i noleggi interni.

Orari e regole da rispettare

Il parco apre tutti i giorni dalle 8.00 (salvo meteo avverso) e chiude secondo la stagione. In autunno l'orario di chiusura cambia, quindi verificatelo prima di partire. L'accesso a piedi e in bici è libero e gratuito negli orari di apertura.

Tra i divieti ce ne sono alcuni che riguardano da vicino chi viene in questa stagione:

  • niente raccolta di fiori e funghi;
  • non bisogna avvicinare né dare da mangiare agli animali selvatici;
  • vietate le emissioni sonore ad alto volume, l'abbandono di rifiuti e l'accensione di fuochi;
  • vietato il sorvolo con drone senza autorizzazione;
  • vietato l'accesso con mezzi a motore, salvo i mezzi autorizzati e i possessori di contrassegno disabili.

Dentro il parco ci sono percorsi naturalistici da fare a piedi o in bici, il Castello della Mandria (antica residenza di caccia), gli itinerari dei grandi alberi e cascine con attività dedicate. Per le lunghezze dei singoli percorsi e per prenotazioni, orari e aperture il riferimento è www.lavenaria.it, dove non abbiamo dati ufficiali da riportare qui. In caso di emergenza si chiama il 112 oppure i guardiaparco ai numeri 339 778.66.31 e 011 4320992.

Consiglio pratico: prima di uscire controllate il meteo e l'orario di chiusura sul sito ufficiale. Il parco apre dalle 8.00 salvo maltempo, e se vi serve il parcheggio dell'ingresso Oslera ricordate che la domenica e nei festivi costa 3 euro.

Una base a Torino Nord

Chi si ferma a Torino per qualche giorno può partire da uno dei nostri appartamenti di COBER IMMOBILIARE, in Via Renato Martorelli. Se viaggiate con un animale, scriveteci prima per chiedere se potete soggiornare insieme: le condizioni vanno confermate direttamente con noi.

Le palafitte, e una seconda targa UNESCO

C'è un secondo riconoscimento UNESCO in questo pezzo di Canavese, e quasi nessuno lo sa. Nelle torbiere e sulle rive dei laghi morenici, fra Viverone e Azeglio, sono stati ritrovati i resti di villaggi palafitticoli preistorici: pali di legno conficcati nel fondale, che l'acqua e il fango hanno conservato per millenni.

Quei siti fanno parte del bene seriale transnazionale «Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino», iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale e distribuito su sei Paesi. Non c'è molto da vedere sul posto, perché i resti stanno sott'acqua o sotto terra: quello che si vede è il paesaggio che li ha resi possibili, cioè un sistema di laghi poco profondi e sponde abitabili.

È il modo più efficace per capire quanto è antica la frequentazione di questo territorio: molto prima delle fabbriche, molto prima dei castelli, qui viveva già qualcuno, e viveva sull'acqua.

Camminare sulla morena

La Serra si percorre anche a piedi. Lungo il crinale e sui fianchi corrono strade minori e sentieri, con i boschi di castagno da una parte e i vigneti dall'altra. Non sono itinerari impegnativi: si tratta di dislivelli contenuti, adatti a una camminata di fine pomeriggio dopo il lavoro.

Il consiglio, se avete poco tempo, è scegliere un punto di affaccio sul versante interno: da lì l'anfiteatro morenico si legge come su una carta, con Ivrea in fondo e le Alpi che chiudono l'orizzonte.

Come vederlo in mezza giornata

Il modo più semplice è salire su un punto alto. Dalla terrazza del castello di Masino, che sta in cima a una collina morenica, l'anfiteatro si legge tutto: si vede la Serra da una parte, la pianura dall'altra e le Alpi in fondo.

In alternativa, il giro classico: lago di Viverone, la strada che corre lungo la Serra, e rientro passando da Ivrea.

Se avete un pomeriggio libero e una macchina: salite su una collina morenica al tramonto. Da lassù si capisce in dieci minuti come è fatto questo territorio.

Da Torino Nord al Parco La Mandria

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