Piazza Vittorio Veneto e il centro di Torino illuminati al tramonto, con l'arco alpino sullo sfondo
Piazza Vittorio Veneto e il centro di Torino illuminati al tramonto, con l'arco alpino sullo sfondo. Foto: archivio COBER IMMOBILIARE.

Chi è a Torino per lavoro nei mesi freddi si trova spesso con le serate vuote: fa buio presto, fa freddo, e girare per musei dopo le sei non si può. È esattamente il periodo in cui la città tira fuori la sua idea migliore.

Che cosa sono

Luci d'Artista è la manifestazione con cui Torino affida a artisti contemporanei la realizzazione di installazioni luminose collocate nelle piazze, sulle facciate e sopra le vie del centro. L'iniziativa è nata negli anni Novanta e da allora si ripete ogni anno nella stagione fredda.

La differenza con le normali illuminazioni natalizie sta tutta qui: non sono decorazioni comprate a catalogo, sono opere firmate, molte delle quali fanno ormai parte di una collezione che la città conserva e ripropone. Alcune sono diventate riconoscibili come i monumenti.

Come si visitano

A piedi e gratuitamente: sono nello spazio pubblico. Il percorso classico parte dal centro e si allarga a piazze e vie dei quartieri, perché da alcuni anni le installazioni non restano confinate dentro il salotto buono.

Il momento migliore è la prima sera, quando il cielo è ancora blu e le luci sono già accese: è l'ora in cui le fotografie vengono bene senza treppiede.

Periodo di accensione, elenco delle opere e mappa del percorso cambiano ogni edizione e vengono pubblicati sui canali ufficiali della città.

Portarsi avanti con il resto della serata

Il giro delle installazioni si combina bene con una cena, perché il centro è lo stesso. In inverno la cucina piemontese dà il meglio: sono i mesi del bollito, della bagna cauda e dei piatti che d'estate non si guardano nemmeno. Ne parliamo nella guida su cosa mangiare a Torino.

Se invece la trasferta finisce presto e restate solo la sera, il percorso più efficiente è scendere Via Roma dai portici, attraversare Piazza San Carlo e risalire verso Piazza Castello: si vede il nucleo delle opere in meno di un'ora, senza mai uscire dal riparo dei portici.

Una collezione, non una decorazione

La differenza fra un'illuminazione natalizia e questa manifestazione sta nel fatto che le opere restano. La città le conserva e le ripropone negli anni successivi, ruotando le collocazioni: alcune installazioni sono ormai così riconoscibili che i torinesi le chiamano per nome e si aspettano di ritrovarle.

Negli anni il percorso si è allargato oltre il centro storico, portando le opere anche nelle piazze dei quartieri periferici. Per chi alloggia fuori dal centro è un vantaggio: capita di trovarsene una sotto casa.

Che cosa fare, per il resto, in una sera d'inverno

A Torino la sera d'inverno non è tempo perso. I portici permettono di camminare al riparo per chilometri, e sotto i portici stanno i caffè storici, che a quell'ora sono il posto giusto per un bicerin o per un aperitivo.

Diversi musei prolungano l'apertura in alcune serate della settimana o organizzano iniziative serali: il calendario cambia di stagione in stagione e si trova sui canali ufficiali delle singole istituzioni. E se la giornata è stata limpida, la salita all'ascensore panoramico della Mole al tramonto vale da sola l'uscita.

Da Torino Nord

Dagli appartamenti di Via Martorelli il centro si raggiunge con i mezzi pubblici: una sera d'inverno, dopo il lavoro, è un giro che si fa in un paio d'ore e che non costa niente. Se poi la giornata è stata limpida, l'aggiunta giusta è una salita alla Mole prima di cena.

Le installazioni si accendono nel tardo pomeriggio. Se volete fotografarle, uscite nella mezz'ora in cui il cielo è ancora blu: dopo diventa nero e l'effetto si perde.

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